sabato 27 novembre 2010

L'e-scatologico - Pensieri di fine in tempi di merda

Sarà ridondante ma sempre meno del reiterato polemizzare sul tema: al dibattito meta-televisivo sul fine vita, è ora di staccare la spina.

lunedì 22 novembre 2010

Pro domo sua

Le dichiarazioni pontificie, in tema di preservativi sono irricevibili. Sono irricevibili perché arrivano con trenta anni di ritardo sull'esplosione dell'AIDS, irricevibili perché pronunciate in chiave morale e realistica (sic!) e non in chiave dottrinale. Irricevibili perché in evidente conflitto di interessi. Se fosse stata una enciclica, l'avrebbe chiamata Pro Domo Mea.


Prodezze grafiche


Non seguo il calcio, non tifo e se possibile guardo con una certa compassione chi lo fa. Non è snobismo, ma credo solo che esistano tante attività più valide rispetto al seguire uno sport. Poi ci sarebbe da fare una lunga digressione su cosa è sport, su cosa sia bello nello sport, se l'agonismo sia tutto o il gesto atltetico sia più importante etc etc. Ieri però mi è caduto l'occhio su di una foto molto bella. Lo spettacolare gesto atletico di Ibrahimovic che in rovesciata ha segnato un goal. La foto era pubblicata sull'Unità a corredo di un articolo che non ho letto. Però, al di là dell'atto immortalato dalla foto, c'è stato un particolare che ha attratto il mio sguardo. Un particolare molto "strano". La foto postata qui sopra è quella pubblicata in pagina dal quotidiano del PD. Quello che ho notato lo metto in forma di indovinello: in due dovrebbero averne quattro ma invece sono cinque...cosa sono?

martedì 16 novembre 2010

Chi ha paura del futuro non vive il presente

Si salta da una settimana a l'altra come se nulla fosse successo. E si torna di nuovo a Vieni via con me. Una nuova puntata, la seconda. Voglio però togliermi il dente subito, prima di dedicarmi alla parte migliore di questa trasmissione: Bersani e Fini hanno fatto schifo e suscitato pena. La narrazione, precedente e successiva al loro intervento, è stata densa di significato, solenne, quasi austera nella sua pura bellezza. Più sicuro Saviano, più concreto nelle sue circostanziate, documentate, pesanti accuse alla politica del nord e alle infiltrazioni nel territorio della criminalità organizzata. Uno squarcio pesante nel velo di omertà, uno squarcio luminoso sui bui traffici che covano alle spalle dell'Expo 2015. E a seguire, prima Beppino Englaro e poi il lungo monologo su Piergiorgio e Mina Welby. L'atto d'accusa lanciato alla Chiesa e al suo oscurantismo. Oscurantismo nei confronti di parole come eutanasia, libertà di scelta, diritti del malato. Una puntata eccezionale, fatta di verità e di temi Radicali, ennesima dimostrazione del fatto che di certe cose non se ne parla in televisione non perché non facciano ascolto, ma perché c'è cattiva volontà o incapacità di farlo da parte di presentatori e giornalisti. La poetica narrazione di Saviano e i nove milioni di ascoltatori sono lì a dimostrarlo.




venerdì 12 novembre 2010

Sodoma a Gomorra

Su "Vieni via con me" è stato detto e scritto molto. In generale, quasi tutta la stampa ha apprezzato la prima puntata, sottolineando lati positivi e qualche aspetto negativo. Stroncato da Liberazione, in polemica con Il Fatto, criticato costruttivamente da Aldo Grasso sul Corriere della Sera, il programma è stato sostanzialmente promosso senza troppe riserve. Un Benigni in gran forma e un Abbado un po' a disagio con i tempi televisivi sono stati il corollario di un atto di accusa verso la macchina del fango. Non entro nel merito, perché credo che già la querelle innescata da Travaglio, in polemica con Saviano per un certo utilizzo dei filmati con Falcone al Costanzo Show, abbia colto nel segno e gli eventuali sviluppi saranno tutti da seguire. E' interessante però la maniera in cui è stato trattato l'argomento "omosessualità". Attraverso le "liste" si è voluto squarciare un velo sulla povertà intellettuale di chi avversa l'omosessualità in sé (vale come doppio senso). Un Vendola un pò impacciato, un pò personaggio (e poco persona) ha fatto luce sul gretto modo di chiamare gli omosessuali. A lui ha fatto eco Saviano, che volendo satireggiare (o ironizzare?) sui luoghi comuni attorno ai gay, c'è finito dentro con tutte le scarpe. A tal proposito è uscito un meraviglioso articolo del filosofo Stefano Jesurum sul Corriere della Sera che ben sintetizza ciò che penso: "Sì, nei bar di Gomorra e dintorni sarei additato (con mio discreto vanto) come ricchione. Roberto si ricordi, però, che la medesima cosa accadrebbe nell'entroterra veneto, laziale, lombardo, emiliano, altoatesino e siciliano, nelle roccaforti leghiste e nelle sempre più circoscritte lande rosse di questo Paese. Accade ovunque regnino l'ignoranza e il pregiudizio, quando il popolo si fa guidare dalla pancia e diventa plebe, l'Italia del bar, la peggiore, dove ogni zingaro è ladro e ogni arabo terrorista."

domenica 7 novembre 2010

Stampa rassegnata

E intanto Pompei crolla. Ai Wei Wei, pop dissidente del regime cinese col piede in due staffe (nel senso: dissidente si, ma "architetto" del Nido di Pechino con atelier di Stato) viene messo agli arresti domiciliari, come riporta Francesco Bonami sul Riformista, con tanto di scuse della polizia. Il Giornale pubblica una recensione della nuova edizione del saggio di Raymond Aron "Democrazia e rivoluzione"; l'elzeviro, scritto da Giampietro Berti s'intitola: "L'antidoto alla demagogia? La libertà". Il testo è pieno di fervore liberale, vola sulle righe di un argomento che appassiona il Berti e trovarlo sul Giornale che fu di Montanelli sarebbe cosa buona e giusta. Non fosse altro che questo Giornale non è più quello di Montanelli, ma quello di Feltri. Un occhiello poi aggiunge tranchant: "Irresponsabili sono le forze politiche che promettono obiettivi irraggiungibili", lo pensa Aron, lo scrive Berti, lo pubblica Feltri: l'editore è liberale solo su queste "piccolezze" per elite. E' amaramente ironico. Intanto il cattolico Casini chiede a Fini dalle pagine del Messaggero di "staccare la spina". E' grottesco; in più questo governo lungi dal fare testamenti, l'unica cosa di biologico che ha lasciato, sono tracce. E questo sarebbe comunque l'unico caso in cui un'eutanasia andrebbe a lenire le sofferenze e spezzare l'agonia di un soggetto diverso dal paziente: nella fattispecie noi.

E poi il Times di Londra esce con un pezzo di satira feroce su B. Non c'è nemmeno più da vergognarsi di questo paese, di questo presidente. Tutto crolla, verrebbe solo da chiedere pietà; una pietà che ha il volto della damnatio memoriae, una pietà che implora: dimenticatevi dell'Italia, almeno per un po'.

E si torna da dove si era partiti, dalla Peste Italiana, con l'incessante sforzo di denuncia dei Radicali che per voce del segretario Mario Staderini ricordano quali e quanti siano i fondi distratti dalla cura del patrimonio artistico nazionale per andare a coprire restauro e manutenzione dei beni ecclesiastici. E non è una sterile polemica anticlericale; la chiesa viene foraggiata dallo Stato sotto varie forme, non ultima quello dell'otto per mille. Ma se l'Italia e il vaticano non sono capaci di gestire e far fruttare tutto l'immenso (e inestimabile) patrimonio culturale, dovrebbero farsi da parte e affidare tutto quantomeno ad un blind trust. E se per il vangelo è peccato anche l'omissione, qui il pio Bondi dovrebbe farsi un serio esame di coscienza, fare un consapevole mea culpa e andarsene a casa. Infatti, se di fronte alla barbarie islamica (una barbarie religiosa fondamentalista che ha portato alla distruzione "attiva" dei buddha di Bamiyan) l'intero globo ebbe un moto di sdegno, allo stesso modo, la scelleratezza di chi lascia (in maniera "passiva") marcire un territorio unico al mondo, dovrebbe essere oggetto di pari indagnazione. Mai come in questo momento mi sono sembrate serie, motivate ed evidenti le responsabilità di un ministro inane nel suo ruolo, incapace di richiedere e pretendere più del piatto di lenticchie che veniva "elargito" alla cultura e inevitabilmente dirottato sulla parte di "Beni Culturali" che possno parlare e lamentarsi. E intanto Pompei è crollata e un pezzo pregiato del nostro paese non c'è più. Un pezzo che era patrimonio dell'umanità del quale noi eravamo solo custodi e del quale non avevamo alcun diritto di abusare. Per dirla con gli Afterhours, Bye, bye Pompei.

venerdì 5 novembre 2010

mercoledì 3 novembre 2010

Stati d'eccitazione permanente

Il nostro paese è drogato di sesso; non può passare un giorno senza che si parli, si legga, si veda (si venda) del sesso. Si fa ma non si dice; e se si dice è per scandalizzarsi. Viscidamente, da attizzati, voyeuristicamente, da bacchettoni, moralisti, repressi. Il machismo è un obbligo, il testosterone va esibito, spruzzato in giro come a marcare un ideale territorio mediatico. Ma non stiamo parlando di B., della sua omofobia, del suo sciovinismo, del suo costante eccitamento adolescenziale; anche perché semmai ci fosse modo e tempo di discutere a questo mondo se è, in qualunque senso, meglio o peggio (di cosa poi?) essere omosessuali o eterosessuali, sarebbe una discussione sterile e priva di qualsiasi fascino intellettuale. Meglio banane o mele? Si possono far raffronti tra categorie differenti? Questione di gusti, questione personale; solo che in un italietta repressa e frustrata, sparare sui gay è troppo semplice, tanto ci sarà sempre, lo sapete, un musico fallito, un pio, un teorete, un Bertoncelli, un prete, a sparare cazzate. Comunque non è questo il punto, perché la riflessione non nasce da un fatto di attualità, ma dalla presentazione dei fatti d'attualità, delle notizie. Mi spiego: premesso che il nostro paese è sesso-dipendente, premesso che ogni società, impresa, azienda tara il marketing sul paese di riferimento, cioè “vende” il suo prodotto secondo i canoni estetici, gli interessi, il grado di istruzione, il media utilizzato e il tipo di consumi del mercato in cui propone i suoi prodotti, insomma, tutto ciò premesso, pare che anche Google si sia adattato al trend. E se è vero come è vero che il motore di ricerca si mostri sempre protettivo e rispettoso (ad esempio, YouPorn non verrà mai suggerito nel completamento automatico durante la digitazione) è altrettanto vero che Google News sa sfruttare l'informazione dopata di sesso (ben inteso, per sesso, si parla sempre e solo di donne nude o seminude e in atteggiamenti provocanti, non esiste un corrispettivo di doping per donne etero, almeno non con la stessa preponderanza) e con una sorta di tacito do ut des, nella pagina delle news, ampio spazio viene riservato alle illustrazioni delle notizie, fornite da siti che “sanno bene” come “illustrare” quelle notizie. A dimostrazione di ciò che affermo linko al post questo screenshot. Si può vedere come in diverse sezioni delle notizie presentate dal sito di Mountain View, compaiano illustrazioni tratte ad esempio dal sito Dottor Sport. Le illustrazioni di questo sito sono sempre, o quasi, a carattere erotico; a parte dunque le notizie che parlano esplicitamente di escort, prostitute e soubrette (in cui l'illustrazione erotica è favorita dall'argomento), nelle altre categorie di notizie (salute e tecnologia ad esempio), le foto sembrano scelte dal sito Dottor Sport unicamente per il loro carattere attrattivo (sex sells, no?); e non si capisce (no?) perché, se per ognuna delle notizie pubblicate nelle diverse sezioni, ci siano moltissime riprese in giro per la rete (nello specifico gli articoli illustrati da Google News con le foto di Dottor Sport sono disponibili in 94,67,14 e 12 versioni), le illustrazioni siano riprese proprio da un sito che definire sconosciuto è un eufemismo. E' una osservazione moralistica la mia? No, libero Google di scegliere le illustrazioni in modo automatico (e furbo). Libero Dottor Sport di affiancare alla notizia “Ipertensione: una legge per ridurre il sale nella dieta”, una tizia in corsetto e autoreggenti (intimo da cuoca). Ritengo sia un mio dovere però, almeno domandarmi (retoricamente) se non ci sia il trucco. Perché il sesso è bello e far sesso è meraviglioso; può essere anche mercenario, a pagamento, purché si sia adulti e consenzienti. Più completo e complesso (più appagante) quando è fatto con la persona che si ama. Ma con tutto questo cosa c'entra una foto erotica a corredo di un articolo di salute o di tecnologia? E' un metodo subdolo di attrazione e (dis)educazione del lettore; e lo è al pari delle pubblicità con ragazzine che fanno le brave donnine di casa. Sono stereotipi che prevedono l'utilizzo di donne come oggetti: fatto grave nelle pubblicità, gravissimo nell'informazione. Per curiosità, se ne avete, andate a raffrontare la sezione News nelle versioni internazionali di Google che più vi aggradano: Google aggrega quello che c’è, in maniera automatica ma la scelta di notizie e illustrazioni non avviene in maniera casuale, è evidente. Sarebbe interessante sapere perché nel Google News italiano ha così tanto spazio un sito come Dottor Sport. E’ una causa o una conseguenza delle foto che pubblica? Così in questo mondo dei media distorto chi denuncia strumentalizzazioni, machismi, sciovinismi vari, rischia di essere tacciato di moralismo mentre nella realtà dei fatti ciò che manca è un'etica seria nel mestiere di giornalista, pubblicitario, comunicatore.