mercoledì 3 novembre 2010

Stati d'eccitazione permanente

Il nostro paese è drogato di sesso; non può passare un giorno senza che si parli, si legga, si veda (si venda) del sesso. Si fa ma non si dice; e se si dice è per scandalizzarsi. Viscidamente, da attizzati, voyeuristicamente, da bacchettoni, moralisti, repressi. Il machismo è un obbligo, il testosterone va esibito, spruzzato in giro come a marcare un ideale territorio mediatico. Ma non stiamo parlando di B., della sua omofobia, del suo sciovinismo, del suo costante eccitamento adolescenziale; anche perché semmai ci fosse modo e tempo di discutere a questo mondo se è, in qualunque senso, meglio o peggio (di cosa poi?) essere omosessuali o eterosessuali, sarebbe una discussione sterile e priva di qualsiasi fascino intellettuale. Meglio banane o mele? Si possono far raffronti tra categorie differenti? Questione di gusti, questione personale; solo che in un italietta repressa e frustrata, sparare sui gay è troppo semplice, tanto ci sarà sempre, lo sapete, un musico fallito, un pio, un teorete, un Bertoncelli, un prete, a sparare cazzate. Comunque non è questo il punto, perché la riflessione non nasce da un fatto di attualità, ma dalla presentazione dei fatti d'attualità, delle notizie. Mi spiego: premesso che il nostro paese è sesso-dipendente, premesso che ogni società, impresa, azienda tara il marketing sul paese di riferimento, cioè “vende” il suo prodotto secondo i canoni estetici, gli interessi, il grado di istruzione, il media utilizzato e il tipo di consumi del mercato in cui propone i suoi prodotti, insomma, tutto ciò premesso, pare che anche Google si sia adattato al trend. E se è vero come è vero che il motore di ricerca si mostri sempre protettivo e rispettoso (ad esempio, YouPorn non verrà mai suggerito nel completamento automatico durante la digitazione) è altrettanto vero che Google News sa sfruttare l'informazione dopata di sesso (ben inteso, per sesso, si parla sempre e solo di donne nude o seminude e in atteggiamenti provocanti, non esiste un corrispettivo di doping per donne etero, almeno non con la stessa preponderanza) e con una sorta di tacito do ut des, nella pagina delle news, ampio spazio viene riservato alle illustrazioni delle notizie, fornite da siti che “sanno bene” come “illustrare” quelle notizie. A dimostrazione di ciò che affermo linko al post questo screenshot. Si può vedere come in diverse sezioni delle notizie presentate dal sito di Mountain View, compaiano illustrazioni tratte ad esempio dal sito Dottor Sport. Le illustrazioni di questo sito sono sempre, o quasi, a carattere erotico; a parte dunque le notizie che parlano esplicitamente di escort, prostitute e soubrette (in cui l'illustrazione erotica è favorita dall'argomento), nelle altre categorie di notizie (salute e tecnologia ad esempio), le foto sembrano scelte dal sito Dottor Sport unicamente per il loro carattere attrattivo (sex sells, no?); e non si capisce (no?) perché, se per ognuna delle notizie pubblicate nelle diverse sezioni, ci siano moltissime riprese in giro per la rete (nello specifico gli articoli illustrati da Google News con le foto di Dottor Sport sono disponibili in 94,67,14 e 12 versioni), le illustrazioni siano riprese proprio da un sito che definire sconosciuto è un eufemismo. E' una osservazione moralistica la mia? No, libero Google di scegliere le illustrazioni in modo automatico (e furbo). Libero Dottor Sport di affiancare alla notizia “Ipertensione: una legge per ridurre il sale nella dieta”, una tizia in corsetto e autoreggenti (intimo da cuoca). Ritengo sia un mio dovere però, almeno domandarmi (retoricamente) se non ci sia il trucco. Perché il sesso è bello e far sesso è meraviglioso; può essere anche mercenario, a pagamento, purché si sia adulti e consenzienti. Più completo e complesso (più appagante) quando è fatto con la persona che si ama. Ma con tutto questo cosa c'entra una foto erotica a corredo di un articolo di salute o di tecnologia? E' un metodo subdolo di attrazione e (dis)educazione del lettore; e lo è al pari delle pubblicità con ragazzine che fanno le brave donnine di casa. Sono stereotipi che prevedono l'utilizzo di donne come oggetti: fatto grave nelle pubblicità, gravissimo nell'informazione. Per curiosità, se ne avete, andate a raffrontare la sezione News nelle versioni internazionali di Google che più vi aggradano: Google aggrega quello che c’è, in maniera automatica ma la scelta di notizie e illustrazioni non avviene in maniera casuale, è evidente. Sarebbe interessante sapere perché nel Google News italiano ha così tanto spazio un sito come Dottor Sport. E’ una causa o una conseguenza delle foto che pubblica? Così in questo mondo dei media distorto chi denuncia strumentalizzazioni, machismi, sciovinismi vari, rischia di essere tacciato di moralismo mentre nella realtà dei fatti ciò che manca è un'etica seria nel mestiere di giornalista, pubblicitario, comunicatore.

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