Alcune iniziative di Beppe Grillo, non le ho mai condivise. Nel merito talvolta, più spesso nel metodo. Molto populismo, una certa violenza verbale che va oltre la sua ben nota capacità di provocatore, un pedante giustizialismo: tutti modi, a mio avviso, sbagliati di porre questioni e portare avanti idee innovative, liberali e sopratutto giuste. Ma non è mia intenzione criticare Grillo: le qualità positive dei suoi atti politici sono enormemente superiori a qualunque cavillo o appiglio di sorta. In particolare è mia intenzione ripescare e ricordare una sua interessante iniziativa di controinformazione, quella chiamata Zappiamo Forbice (http://www.beppegrillo.it/iniziative/zappiamoforbice/) nella quale la mobilitazione diretta contro un "trombone" del "regime" (nel senso radicale di partitocrazia e media asserviti) desse modo di stimolare la trasmissione al dibattito; nella realtà dei fatti si è poi finiti in un muro contro muro. Però l'iniziativa di Grillo merita adesso di tornare d'attualità e magari di essere rilanciata dal blog stesso, visto che Forbice a partire dal 18 ottobre proporrà un ciclo di interventi sul nucleare con ospiti quali ad esempio l'amministratore delegato dell'Enel Fulvio Conti o la ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo o ancora, il neo-ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani: di certo non persone semplicemente "informate dei fatti", ma vere e proprie parti in causa nel processo di ritorno verso il nucleare. Tutto fa presagire che l'informazione sarà a senso unico o almeno è lecito supporre che la propensione sia quella di "informare sponsorizzando". È vero che sul nucleare e sulle fonti energetiche, è molto difficile dare una informazione completa che tenga conto di tutti i punti di vista; ma chiunque, volendo affrontare questo argomento con serietà, dovrebbe tenere conto ameno di un fatto, a mio avviso imprescindibile: gli italiani si sono già espressi contro il nucleare in un referendum e anche se è possibile che nel mentre il "sentiment" della popolazione sia mutato, non è lecito supporlo o desumerlo men che meno sulla base di sondaggi a campione. Se intorno alla decisione di tornare al nucleare, calata totalmente dall'alto, si vuole aprire tavoli di discussione o illustrativi, è necessario che siano propedeutici ad una consultazione referendaria. E se tale possibilità non può essere di fatto ancora reale, almeno bisogna impegnarsi per garantire non una contro-informazione ma una informazione libera e completa. Senza alcun taglio di Forbice.
Nessun commento:
Posta un commento