Rosita Celentano, beata figlia del padre, ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport (in una intervista di ampio respiro sui temi che interessano davvero laggente come la moda, la tv, le cose) di essere grande appassionata di oroscopi e astrologia; ma di non crederci fino in fondo perché cresciuta in una famiglia cattolica. Lei, ha affermato, non è mica superstiziosa. A volte, è lecito supporre, si rivolgerà ad un essere invisibile per i suoi dubbi, i suoi desideri e le sue preghiere, nel momento della paura sono certo che senta con chiarezza che uno o più angeli siano lì a sostenerla e una folta schiera di santi (ce n'è uno da invocare per ogni necessità!) sia pronta a correrle in soccorso. Ma questa è religione, non superstizione. È sempre bello scoprire che c'è chi ha le idee chiare e il coraggio di esprimerle. Però le sue dichiarazioni insulse mi hanno dato modo di riflettere sul suo essere paradigmatico, sulla sua figura esemplificativa del cono d'ombra, dell'antimateria, che è oggi l'italiano medio: lei è al vertice di una ipotetica piramide fatta di televisione e oroscopi, credenze popolari, tradizione e moda frullate assieme, il tutto servito nella luccicante confezione del giornale italiano più letto: un quotidiano sportivo. È sempre più evidente infatti, anche di fronte ad un così modesto esempio, che i cervelli che non fuggono si stanno svuotando, la razionalità ed il ragionamento latitano; ed anche la memoria è sempre più cosparsa di buchi e di vuoti, i loci ciceroniani sono disabitati, le stanze di Giordano Bruno sono spoglie o arredate solo ed unicamente da inutili credenze.
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